Rumore di Fondo E01S04 – Ozempic, Wegovy e la confusione che paga sempre chi è malato
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#salute #ozempic #wegovy


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digital strategist, retrogamer, programmatrice COBOL, diabetica, cucino e parlo giapponese, ho scritto libri, ho visto cose, frequento gente discutibile


E01S04:

  • OPS! LinkedIn did it again!

  • Ozempic, Wegovy e la confusione che paga sempre chi è malato


OPS! LinkedIn did it again!

Avevo pensato di mettere subito, la mia riflessione, qui su Substack.
Invece ho pubblicato un articolo direttamente su LinkedIn e condiviso sui vari social il post.

Sono sempre aperta al dialogo e al confronto, credo che si possa imparare da chi ha una diversa e opposta visione, anche se a volte – confesso – faccio fatica a trovare il tempo di rispondere articolatamente a tutti.

Con LinkedIn è più facile, nel senso che non serve argomentare: mi hanno ristretto l’account senza sapere il motivo. Stranamente dopo la pubblicazione di questo articolo.

E siamo a 5: due volte il mio account personale LinkedIn, due volte un account aziendale su Twitter, una volta l’account di progetto su X.
È proprio vero che la verità (o l’invidia) fanno male =)


Ozempic, Wegovy e la confusione che paga sempre chi è malato

AD 2026, nel dibattito pubblico e nei titoli di molti articoli italiani (come quello recente de Il Post sul piano della Regione Lombardia per calmierare i prezzi dei farmaci “dimagranti”) torna con insistenza un errore di contesto che vorrei non leggere più, soprattutto che non possiamo più permetterci: Ozempic non è un farmaco per dimagrire.

È prima di tutto un farmaco indicato nel trattamento di persone con diabete di Tipo 2 (coaudivante dei malati di diabete di Tipo 1, come me) e la sua approvazione clinica e normativa riflette questo, non l’uso estetico o la moda del “perdo peso senza fatica” (mannaggia a voi).

Sembrerà banale dirlo, ma la confusione è così radicata da aver generato falsi miti difficili da estirpare. La molecola che sta dietro a Ozempic, il semaglutide, è effettivamente la stessa che si trova in Wegovy, il farmaco che è stato specificamente studiato, testato e approvato per la gestione cronica del peso in persone obese o in sovrappeso (ne parla MASI Longevity Science, ancora nel 20241).

È un dettaglio tecnico, ma cruciale: avere lo stesso principio attivo non significa che i due farmaci siano intercambiabili o equivalenti nel loro scopo clinico, non è il dosaggio che cambia (mi hanno fatto notare che sia la stessa cosa di Tachipirina 500 e Tachipirina 1000 – Calcutta deve aver fatto proseliti). Wegovy è stato introdotto nel mercato dopo Ozempic perché i dati clinici hanno dimostrato in modo rigoroso che quel dosaggio e quella formulazione sono efficaci e sicuri per la gestione del peso in persone obese. Ozempic, invece, è stato approvato originariamente per la gestione della glicemia nei pazienti con diabete di Tipo 2.

E già qui pensiamo a come farmaci con lo stesso principio attivo (generalizzando molto, il Moment) vengono declinati in varie specailizzazioni a seconda delle necessità e composizioni.

L’ascesa di un mito: come Ozempic è diventato “il farmaco che fa dimagrire” (e ‘fanculo alle stronzette di Roma Nord)

Quando i primi dati clinici sui pazienti diabetici trattati con Ozempic mostrarono una perdita di peso significativa come effetto collaterale, la stampa generalista e i social media colsero un’immagine molto semplificata e sensazionalistica: “fatti una puntura e perdi kili senza fatica”. La narrativa si incastrò perfettamente con l’idea culturale del dimagrimento come risultato rapido e indolore, invece che come percorso clinico di salute 2.

Negli anni successivi, celebrità e influencer hanno alimentato questo mito: immortalate mentre dichiaravano di aver perso peso grazie al farmaco miracoloso Ozempic; hanno trasformato una complessa terapia medica in un “elisir estetico”. Il fenomeno ha generato persino il meme di “Ozempic face”: un’estetica del volto troppo magro associata all’uso di questi farmaci.

la scorciatoia

Kelly Clarkson

Rebel Wilson

Whoopy Goldberg

Kelly Osbourne

Sharon Osbourne

Nota per chi crede alle favole: Ozempic, nei diabetici, favorisce un dimagrimento iniziale, ma non serve per passare da 100kg a 50kg e restare megri mangiando baba, cannoli e pastiera a volontà.

In Italia la narrazione è stata simile: articoli, titoli e perfino interventi istituzionali parlano di “farmaci dimagranti” come se fossero una categoria omogenea da offrire al pubblico. In Lombardia la recente delibera prevede prezzi calmierati per l’accesso a questi trattamenti per chi dimostra di averne bisogno per motivi di salute – oh, è un passo nella direzione giusta, ma con una comunicazione pubblica che rischia di rafforzare il mito piuttosto che di correggerlo.

Perché tanto fervore se il principio è lo stesso, cambia solo il nome? Perché si rischia di fare confusione (già successo), di instradare le persone verso scelte miracolose senza aver contezza, di far diminuire un farmaco3 con conseguenze più o meno gravi per i malati di diabete.

La stampa dovrebbe essere più accorta, i “giornalisti” dovrebbero spendere due minuti in più per verificare, i titolisti dovrebbero impegnarsi a fornire un primo approccio che infonda sicurezza e senso della verità d’informazione. Ma tira sempre più un pelo di figa o una faccia da Ozempic che la verità clinica.

se il titolo va bene, il cappello e la foto sono fuorvianti

Dissapore è catastofista: PERFINO! identificando Ozempic come dimagrante trend del momento

L’Espresso ha “Ozempic e simili” per dimagrire, peccato che Ozempic non sia per dimagrire

TorrinoMedica da il meglio, l’articolo è supervisionato da un medico con 36 anni di laurea (vedi sotto), e parla di scontistica per Ozempi e Saxenda che non si fila nessuno, come il Victoze

Magnanelli o Manganelli, 36 anni di laurea

Perché è importante fare chiarezza, parlare chiaro e sapere a cosa si va incontro:

  • le differenze di indicazione clinica: Ozempic è approvato per diabete di Tipo 2 e alcune condizioni correlate, incluso il rischio cardiovascolare in pazienti diabetici. La sua efficacia nel controllo della glicemia è la ragione principale della sua esistenza sul mercato. Wegovy, pur condividendo il semaglutide, è stato approvato per la gestione cronica del peso negli adulti con obesità o sovrappeso con condizioni associate

  • la sicurezza, i dosaggi e i protocolli non sono intercambiabili: utilizzare Ozempic “off-label” per il dimagrimento non è una pratica supportata dalla stessa robustezza di prove cliniche che ha portato all’approvazione di Wegovy

  • i rischi sanitari e la complessità terapeutica: qualsiasi farmaco che modula l’appetito e il metabolismo ha effetti fisiologici profondi. Gli aspetti collaterali non sono banali (si va dalla nausea ai disturbi gastrointestinali fino a complicazioni rare ma rilevanti) e devono essere gestiti da professionisti medici

  • l’accesso la e priorità delle cure: solo due anni fa, la domanda insostenibile di Ozempic ha portato a periodi di scarsità che hanno colpito proprio chi ne aveva bisogno per la gestione del diabete. Il fatto che persone senza indicazione clinica lo cercassero o perfino lo comprassero sottobanco per motivi estetici ha aggravato questi squilibri (ribadisco: ‘fanculo!)

Ne ho parlato qui in due diverse occasioni, pensavo fosse sufficiente, ma evidentemente siamo sempre allo stesso punto: “Ozempic, lo spiegone tra mito e verità” (luglio 2024) e “Mangia pure, poi c’è la puntura” (novembre 2025).

Con internet, AI che scrivono interi articoli e strumenti di verifica alla portata di tutti, non è più accettabile che i media titolino “farmaci dimagranti come Ozempic” senza specificare per chi e per quale condizione siano realmente indicati. La narrazione dominante non è solo un linguaggio impreciso, è un messaggio che sposta l’attenzione dal contesto clinico alla promessa di estetica semplificata.

Il pubblico merita informazioni rigorose, trasparenti e non ingannevoli. Se si parla di soluzioni farmacologiche per obesità o sovrappeso, si deve distinguere esattamente quale farmaco è stato approvato per cosa e perché, senza confondere usi approvati e usi off-label per effetto collaterale.

L’informazione di qualità chiede un minimo di verifica: bastano pochi minuti per controllare le indicazioni approvate, le differenze di dosaggio e gli obiettivi terapeutici dei farmaci. Sempre meglio che fare un “quiz su che carota sei”, mannaggia a voi!


L’immagine del blister con il giocattolo è stata generata con chatGPT, usando il prompt di Matteo Flora (grazie!).

Grazie per aver letto.