Rumore di Fondo E11S03 – Mecha, missili, superlega Z. Insomma: robottoni
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#nerd #mecha #robottoni


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E11S03:

  • Mecha, missili, superlega Z. Insomma: robottoni

  • Retroplaylist Animetal & More


🤖 Mecha, missili, superlega Z. Insomma: robottoni

Parliamone bene. Perché accennare ai robottoni senza sviscerare tutto quello che li rende affascinanti, è come aprire la Nutella e non infilarci il dito — anche se, va detto, a me la Nutella non piace. Ma so a chi preparerei volentieri una merenda con pane e crema di nocciole.

Se ci svestiamo per un attimo dei cliché narrativi anni 70 e 80, dove la spettacolarità contava più della coerenza meccanica (chi nega è un Meganoide), possiamo analizzare alcuni robot col metro della “plausibilità ingegneristica”, partendo da un assunto: in un mondo dove la superlega Z e le energie fotoniche o vegatroniche esistono, certe soluzioni tecnologiche sono concepibili.

Dove vengono stoccate le armi integrate nei mecha?

Parte tutto dal fatto che i robottoni tanto amati, come Diana Ace e Venus Ace, possono sparare più missili pettorali alla volta.
Il fanservice1, in auge soprattutto in quegli anni, vuole che quei missili siano grandi: la parte che sporge dal corpo del robot però è quasi la metà, in lunghezza, della parte interna.

"MISSILI FUORI!!" Grendizer, Getter... - Il Grande Mazinga

Diana Ace e Venus Ace

E già così, un dubbio viene: lo “spessore” del tronco superiore di Venus, ma anche di Diana, non è così ampio da contenere tutto il missile.

Generated image

ricostruzione con AI

Io non sono un ingegnere missilistico, ma ho un conoscente che si occupa di questo per l’esercito e gli ho fatto delle domande.

Ha analizzato le tre parti (anteriore, corpo centrale, sezione di coda) per far capire come e quanto le sezioni siano importanti per il funzionamento del missile – almeno con le conoscenze di oggi.

🚀 parte anteriore
  • testata bellica: nel contesto di un’arma reale, potrebbe contenere:

    • carica esplosiva ad alto potenziale (HE – High Explosive)

    • In alternativa, testata a frammentazione o termobarica2

  • fusibile di prossimità o impatto: sensori che attivano la detonazione all’approccio al bersaglio (radar o infrarosso)

  • involucro rinforzato: per penetrazione o protezione da intercettazione

  • guida terminale (opzionale): in un missile moderno, si possono avere ottiche IR, radar attivo/passivo o guida laser incorporata

🚀 corpo centrale
  • serbatoi di propellente:

    • se a propulsione liquida, due compartimenti: uno per il carburante (come RP-13) e uno per l’ossidante (come LOX4 o N2O45).

    • se a propulsione solida, un’unica carica solida stabile (più semplice e affidabile)

  • struttura portante: solitamente in leghe leggere come alluminio o titanio

  • sistema di stabilizzazione giroscopica (o elettronico in moderni missili): mantiene la traiettoria

🚀 sezione di coda
  • ugello di scarico: espelle i gas per generare spinta (principio di azione e reazione)

  • sistema di guida e controllo:

    • alette aerodinamiche fisse: stabilizzazione passiva

    • oppure superfici mobili per manovra attiva (missili guidati)

    • nei modelli avanzati: jet vanes, turbine gimballed o thrust vectoring

  • sistema elettronico e batterie: controllano navigazione, timer e detonazione

  • attuatore rotazionale (in Venus Ace): potrebbe contenere un sistema per far ruotare leggermente il missile in uscita, per garantire stabilità (spin stabilization)

I missili pettorali vengono espulsi da compartimenti evidentemente pressurizzati, probabilmente usando un sistema a molla o aria compressa (come i lanciamissili da spalla tipo Stinger) e poi accendono la propulsione secondaria una volta fuori dal corpo.

Ora, ipotizzando una tecnologia modulare e compatta (simile a quella aerospaziale moderna), si può immaginare che, all’interno del robot, le cose funzionino in questo modo:

  • struttura a magazzino verticale: dietro il torace, tra le paratie interne dello scheletro, con meccanismo rotativo o lineare a caricamento automatico

  • utilizzo di propellenti compatti a impulsi controllati e testate collassabili che si estendono solo all’uscita, grazie a materiali programmabili (qualcosa tipo “memory metal” o superlega Z capace di cambiare forma)

In questo modo i missili pettorali possono essere pronti per il primo lancio ma anche stoccati; secondo alcune fonti fan-made e blueprint (ad esempio i disegni della “Go Nagai Robot Collection” o quelli pubblicati da Hobby Japan6 diverso tempo fa) il disegno del busto dei robot femminili risulta essere più voluminoso rispetto ai robot maschili, proprio per per contenere i lanciatori pettorali e le scorte.

Di fatto, sappiamo che non è così: il busto del Grande Mazinga e di Mazinga Z sono più voluminosi rispetto a quelli di Venus e Diana.

La teoria del busto più volumiso, potrebbe essere avvalorata da questa immagine, in cui si vede una piccola sezione dei missili pettorali con il sistema di propulsione.

da GiocattoliVecchi.com

Torna un pochino meno, invece, la teoria dello stoccaggio, almeno dai blueprints di Mazinger Angels (spinoff manga di Mazinga):

Full view

Venus A (Angels)

Lo stesso per Diana A e Aphrodite A:

This may contain: the back side of a paper cut out of a woman's body with wings on it

Diana A (Angels)

This may contain: an image of a robot with wings on it's back and the words amazing angels above

Aphrodite A (Angels)

Qui, in un altro spaccato, sempre Aphrodite A (Angels):

Full view

O.P.M. = Oppai Missile System, “oppai” in giapponese significa “poppe”

E i missili digitali?

Il lancio sequenziale di più proiettili, dalle mani di Venus, fa pensare a dei caricatori lineari tipo revolver, miniaturizzati all’interno di ogni falange.
Ogni dito potrebbe contenere 3 o 4 proiettili miniaturizzati (totale 20 per mano), allineati su guide magnetiche o sistemi di espulsione micro-idraulici.

Le proporzioni lo permettono: un dito può avere un diametro di 30/40 cm, spazio sufficiente per contenere più dardi compatti.
Per questo tipo di missili, uno stoccaggio è pensabile lungo tutto il braccio e non impatterebbe molto lo spazio interno.

Il Grande Mazinga e Mazinga Z

L’altezza media di un robottone dell’universo di Mazinga è al di sotto dei 21 metri.

SRC Grendizer | Robot-Japan

restano escluse le variazioni di Mazinga fan-fic

Il volume interno può essere quindi pensato in compartimenti modulari:

  • nel torace: generatori di energia (Reattore Fotonico), sistemi di raffreddamento e armamento pesante (missili pettorali, raggi fotonici)

  • in braccia e gambe: sistemi idraulici/articolari, ma anche magazzini per armi secondarie (come le lame nascoste, missili digitali, tubi lanciafiamme)

  • nella testa: cockpit e apparati di comunicazione, sensori, radar e armi leggere

C’è sempre da ricordare che questi robot non hanno munizioni convenzionali: molte armi funzionano ad energia e non richiedono uno stoccaggio convenzionale – così si libera ulteriore spazio per le armi fisiche, riserve missilistiche e propulsori secondari.


🎼 RETROPLAYLIST ANIMETAL & MORE (SPOTIFY)

  • Zankoku na Tenshi no Tēze (残酷な天使のテーゼ; “A Cruel Angel’s Thesis”)

  • Tough Boy (Fist of the North Star 2)

  • Starzinger no Uta (Sutājingā no Uta (スタージンガーの歌; “Song of Starzinger”)

  • Uchū Senkan Yamato (宇宙戦艦ヤマト)

  • Mazinger Medley (マジンガー・メドレー; “Majingā Medorē“)

  • Ike Tiger Mask (行けタイガーマスク; “Go Tiger Mask”)

  • Mazinger Z intro

  • Pegasus Fantasy

1

su Wikipedia una definizione perfetta (https://en.wikipedia.org/wiki/Fan_service) ma ve lo accorcio: dare ai lettori/spettatori qualcosa di interessante e bello da guardare

2

fa senso parlare di armi, ma serve per il contesto: https://it.wikipedia.org/wiki/Bomba_termobarica

6

Super Robot Encyclopedia, edita da Hobby Japan (1982), contiene schemi interni non ufficiali ma coerenti con l’estetica e le funzionalità: https://archive.org/details/super-robot-encyclopedia-ver.-2004-000/page/16/mode/2up (edizione 2004) e https://www.scribd.com/document/429553023/Super-Robot-encyclopedia-2007-fineartvn-blogspo-pdf (edizione 2007)

Grazie per aver letto.