Rumore di Fondo E14S03 – Lo scam del GLP-1: pre-approvato da chi? Cronache dalla sanità parallela
🗓️ Settembre (長月), il mese delle lunghe notti
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#scam #boomer #zoomer
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digital strategist, retrogamer, programmatrice COBOL, diabetica, cucino e parlo giapponese, ho scritto libri, ho visto cose, frequento gente discutibile
E14S03:
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Lo scam del GLP-1: pre-approvato da chi? Cronache dalla sanità parallela
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La retroplaylist di Settembre
Lo scam del GLP-1: pre-approvato da chi? Cronache dalla sanità parallela
Sono partita da un articolo di Malwarebytes1 e comincia tutto con un SMS:
“Good morning. This is Dr. Santos. I pre-approved your GLP-1 prescription. You may start treatment as of 09/04.”
Segue link. Ovviamente malevolo. Ovviamente il Dottor Santos non esiste. Ma intanto il tranello è servito.
Lato umano: la promessa facile
Mettiamoci nei panni della vittima. Mi ci metto anche io, perché da diabetica, ho a che fare con farmaci che sono stati sulla bocca di tutti nei mesi scorsi (vedi le stronzette di Roma Nord, la trasmissione Report su Ozempic, l’off-labeling e medici/farmacisti che hanno preferito incassare 200euro da una sfaticata che per perdere due kili non muove il culo in palestra)2.
E la situazione non è difficile da immaginare, in un paese (l’America) che ha il tasso percentuale di obesi più alto al mondo3. Hai il diabete e devi perdere peso o stai combattendo contro il peso. Ti hanno detto che esiste un’iniezione miracolosa che “fa sparire la fame”. Scorri i feed e vedi celebrities che la usano. Poi ti arriva un messaggio: “Sei già approvato, puoi iniziare subito.”
È come se in Matrix ti offrissero direttamente la pillola rossa, senza spiegazioni.
Solo che qui non ti svegli dalla simulazione: ti risvegliano con il conto in banca.. svuotato.
Le persone vulnerabili, malate, stanche, insicure, non hanno il tempo né l’energia per analizzare il WHOIS di un dominio o per riconoscere i pattern di un SMS phishing. Cercano sollievo, non regex.
Lato sistema: 25 anni buttati
La parte inquietante è che il problema non è nuovo. Da 25 anni viviamo connessi, e da 25 anni nessuno ha costruito un’educazione digitale di massa.
Abbiamo TikTok, Netflix, VR, AI generativa. Ma nessun manuale d’uso per non farsi fregare da un link con scritto mystarthealth.com.
Risultato: ci si fida di un SMS come se fosse la chiamata di Doc Brown che ti dice “Marty, devi venire subito, è questione di vita o di morte!”. Solo che al posto della DeLorean ti trovi con una sottoscrizione fraudolenta e farmaci contraffatti (che possono ucciderti, cosa da non sottovalutare).
E non è questione di età, perché la persona anziana forse è più “capibile” che ci caschi, qui il problema sono gli under 50 che credono a tutto quello che vedono. Se Adele e Cathy Perry sono dimagrite con l’Ozempic4, allora succederà anche per loro, che tengono il culo sul divano mangiando Dunkin Donuts a tutte le ore. Facile con la punturina, e il medico lo ha appena approvato.
Nessuna domanda, solo percepire l’obiettivo come raggiunto.
E così, nel 2025, siamo ancora qui a cadere in queste trappole. Che poi, il vero problema non è il singolo SMS truffaldino.
È l’inerzia collettiva:
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i sistemi sanitari che non comunicano in modo chiaro e sicuro
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le scuole che non insegnano l’igiene digitale
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gli utenti che non sanno che non tutto deve essere cliccato
E il malware non è solo il codice malevolo. È l’illusione che la tecnologia si governi da sola, mentre invece va capita, allenata e difesa.
Il rischio non è solo perdere soldi o dati. È finire a iniettarsi farmaci taroccati, convinti che basti un SMS per guarire.
E questo, più che un phishing, è una tragedia da manuale.
Psicologia dello scam
Il bello (si fa per dire) è che a cascarci non sono solo i “vecchi che non capiscono nulla di internet”.
Lo scam del GLP-1 – come qualunque truffa digitale ben congegnata – poggia su due fragilità opposte, che finiscono per somigliarsi più di quanto pensiamo.
I 50 e passa
Sono i cosiddetti immigrati digitali: hanno imparato a usare la tecnologia a metà della loro vita, senza mai passare dalla “palestra” critica che serve per non fidarsi a occhi chiusi.
Con l’età cala la velocità di elaborazione, la memoria a breve termine non è più una RAM DDR5, e l’attenzione scivola. Se ti arriva un messaggio firmato “Dott. Santos”, scatta il riflesso analogico: “l’ha detto un’autorità, sarà vero..”.
A questo aggiungi solitudine, isolamento, bisogno di sentirsi considerati. Ecco che un SMS personalizzato diventa quasi una carezza.
Gli under 30
Qui la cosa è ancora più inquietante: non è ignoranza tecnologica, ma overdose di tecnologia!
Cresciuti in modalità scroll continuo, hanno sviluppato la capacità di skimmare tutto e approfondire nulla.
Delegano memoria, attenzione e senso critico allo smartphone (fenomeno che i manuali chiamano “cognitive offloading“5).
La logica della ricompensa immediata (like, swipe, consegna in 24h, …) li rende vulnerabili a promesse istantanee: “inizia subito il trattamento” – 5 minuti cronometrati sulle piattaforme META e ho visto filler miracolosi, borse e zaini antiladro, vestiti da cerimonia a meno di 5 dollari. Scusate, ma Wanna Marchi ha detto una grande verità6 – almeno per una gran fetta di persone repellenti all’intelligenza.
Se l’interfaccia è liscia, responsive, con loghini e colori rassicuranti, per loro è già reale. Non serve altro.
Il paradosso generazionale
Parliamoci chiaro: negli anni ’80, se volevi capire se una notizia era vera, ti facevi un giro in biblioteca, leggevi tre riviste, chiedevi al nerd del gruppo (quello con la maglietta di Luke Skywalker con la spada laser scolorita o, nella mia cerchia di compagnucci, io). Oggi basta che la notizia appaia in un feed e viene presa come oro colato.
Le ricerche? Ore a studiare, 50 lire per le fotocopie, tutti zitti alla Biblioteca Marucelliana e l’autobus che ti portava a casa alle 7 di sera con la cartella pesante e la busta del Superal zeppa di fogli. E se sbagliavi una virgola, un nome, una data o sgualcivi il foglio, erano cazzi. A scuola e a casa.
Oggi 4 minuti su chatGPT et voilà! La ricerca su un qualsiasi personaggio è fatta. Giusta o sbagliata che sia, perché il GPT non controlla, inventa, è allucinato e fa un gran mischione. E tu, gran minchione (vedi, a volte, una sola consonante che differenza che fa?), non controlli, non leggi e non ti assicuri che sia tutto veritiero. D’altronde, minchione mio, come fai a controllare, se sei ignorante come un elastico rotto e il tuo modello di riferimento è la bionda che s’è fatta mettere incinta dal tizio coi soldi?7
La scarsità di informazione ti obbligava a pensarci; la sovrabbondanza ti anestetizza.
E così, boomers e zoomers, apparentemente agli antipodi, finiscono entrambi nello stesso tranello: credere al primo che suona convincente, con un SMS o con un sorriso filtrato su TikTok. Il problema siamo noi, come specie: troppo veloci per fermarci a pensare, troppo pigri per dubitare, troppo soli o troppo distratti per allenare il senso critico.
Nessuno si allena più a dire “aspetta, controlliamo meglio”.
Negli anni ’90 ti fregavano con un floppy trovato per terra. Oggi con un QR code attaccato sul lampione sotto casa. Cambia la superficie, resta la sostanza: se non coltivi l’anticorpo del dubbio, prima o poi clicchi.
Clicchi la mail sgrammaticata del principe nigeriano, clicchi sul messaggio del Dott. Santos con la prescrizione “pre-approvata”. Cambia il packaging, non il meccanismo.
E cliccare, nel 2025, non è mai neutro: può voler dire perdere soldi, dati, salute.
Il vero antivirus, quello che non puoi installare, è il mettere in dubbio quello che leggi; fermarsi, controllare, chiedere, e poi rifarlo da capo. È usare il cervello, far andare i neuroni, fare e farsi domande.
Tutto il resto è rumore di fondo.
🎼 RETROPLAYLIST (DANCE) DI SETTEMBRE (SPOTIFY)
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La Bouche – Sweet dreams
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SNAP – Rhythm is a dancer
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Indila – Dérniere Danse
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Prezioso & Marvin – The riddle (alternative edit)
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Gigi D’Agostino – L’amour toujours (Tanzen Vision RMX)
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Alberto Camerini – Tanz Bambolina
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loafers, Badjack, Maxim Schunk – Lay all your love on me
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Basstrologe – Somebody to love
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Tones and I – Dance monkey
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Jlo, Pitbull – On the floor
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Spandau Ballet – Through the barricades (il lento che non può mancare, per baciarsi in discoteca, prima di prendere l’ultimo autobus che dallo Space Electronic ti riporta a casa)
ne ho parlato l’anno scorso, qui:
e prima che si levino i cori di “nn è vero!!1!”, ci sono fior fiore di studi: https://www.cdc.gov/obesity/data-and-statistics/adult-obesity-prevalence-maps.html
le “facce da Ozempic” sono tutte uguali, innaturali e per niente sane: https://www.distractify.com/p/celebrities-on-ozempic
..i coglioni vanno inculati:
questa meriterebbe una storia a parte; aspettavo il mio turno, due ragazzette (sui 20 anni, massimo 22) intente a doomscrollare sul loro cellulare. Parlano di tizio, di Olly, di caio, di Damiano dei Maneskin che non è più con i Maneskin ma è sempre figo e che poi Victoria era la sua scopamica e poi quello e quell’altro. Arrivano alla storia delle ragazze del Calippo Tour, commentano le foto: “fico quel toppino!”, “ma quello a me mi fa sicuro il culo grosso”, “ma come fai a scoparti quel coso lì?”, “Ah ma se mi paga la cena e mi regala tutta la roba di Pandora va anche bene!”. Seguono risatine, commenti volgari e irripetibili e si arriva al gran finale: “Cazzo che tipa la Paulina! Idola! Vorrei essere come lei: s’è fatta mettere incinta dal tizio coi soldi e ora vedi che vita! Cazzo, capitasse a me!!”. Non voglio commentare, non c’è niente da commentare, ma lasciatemi la considerazione: che cazzo di generazione è questa?






