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YSMR (You Spin Me Round) è la signature newsletter dalla durata di un brano, per raccontare la musica e ciò che le gira intorno.

//.signorina37
digital strategist, retrogamer, programmatrice COBOL, diabetica, cucino e parlo giapponese, ho scritto libri, ho visto cose, frequento gente discutibile


▼ DROP THE NEEDLE

Metà di quella voce non è stata incisa in uno studio.
Cyndi Lauper è entrata in uno sgabuzzino dietro la sala mix, tra scatoloni, cavi, roba accatastata, e lì dentro, dove nessuno la guardava, ha smesso di avere paura – lo chiamavano “Studio E”.
Il resto è la storia di una canzone che una generazione di ragazze ha ballato – e balla ancora!

▸ THE TRACK

Nel 1979 questa canzone la scrive un uomo.
Robert Hazard, di Philadelphia; la registra come demo dal punto di vista maschile: un tizio che alza le spalle davanti alle ragazze che vogliono solo divertirsi, “Padre caro, sei tu il fortunato“. Un mezzo rimprovero travestito da ritornello.
Un maschilismo (che oggi si chiama patriarcato) che viene mal visto, perché in quel momento, in quegli anni, le donne, le ragazze, stanno cominciando ad uscire dal guscio; la donna non come simulacro di maternità-tutta-casa-e-chiesa, che si ribella allo stereotipo della perfetta casalinga da pubblicità. La donna come essere umano, pari diritto (beh, ci stiamo ancora lavorando), come voce, come specchio: la donna ha un lavoro, ha sogni, ha speranze, ha potere d’acquisto, ha un paio di Jimmy Choo ai piedi e il pigiama di flanella e si paga la cena da sola.

Poi il produttore Rick Chertoff la porta a Cyndi, e Cyndi dice no.
La trova sessista, si rifiuta. Litigano per settimane, ma Chertoff la convince con una frase sola: “se la canti tu, cambia tutto l’orientamento: non è più un uomo che giudica le ragazze sono le ragazze che rivendicano il loro diritto a divertirsi!“
Lei prende il testo, riscrive dei versi, e ribalta la proprietà del pezzo: intercetta il payload di un uomo e lo punta contro il mittente, invertendo il significato.

Il resto lo costruisce con le mani, beh con la voce. Modella quell’urletto acuto su Shirley Goodman di Let the Good Times Roll del 1956. Spinge il Neumann U47 dentro un compressore API 525 e chiama i due Hooters (Rob Hyman alle tastiere, Eric Bazilian alla chitarra) e mette Ellie Greenwich, sì quella del Brill Building, a doppiare i cori.
Metà traccia la incide nello sgabuzzino, perché lì perde le inibizioni.

Fuori è il 1983 che scivola nel 1984: MTV (sempre sia lodato) che gira ventiquattr’ore su ventiquattro, capelli color Tang, vestiti da rigattiere, ragazze che ballano per strada come se la città fosse loro.
Il video diretto da Edd Griles costa meno di 35.000 dollari, cast di volontari, e vince il primo premio Best Female Video della storia degli MTV Awards. Due anni dopo esce un film che prende il nome dalla canzone, Sarah Jessica Parker e Helen Hunt che ballano, e il pezzo finisce perfino nel televisore di casa Astin dentro I Goonies.
Una frase nata per sfottere le ragazze diventa la colonna sonora della loro libertà.


▸ DATA

BPM → 120 · F♯ maggiore
ALBUM → She’s So Unusual · Portrait/CBS · 14 ottobre 1983 · LP + MC
VOX → urletto modellato su Shirley Goodman (”Let the Good Times Roll”, 1956)
CHAIN → Neumann U47, API 525
STUDIO → metà take incisa in uno sgabuzzino (”Studio E”)
LISTEN @ → 2:14, il coro di Ellie Greenwich apre il tetto del brano
FUN FACT → video sotto i $35.000: suo padre è il wrestler Lou Albano, sua madre è sua madre


▸ confession on a dance floor

Quando hai un Billy all’arancia e un Cioè nuovo (non quello passato dall’amica “grande”) da leggere, un SuperTele e il poster di “A view to a kill“ con John Taylor in primo piano, non c’è alcun motivo per essere infelici. Estate, scuola finita, 3 mesi di mare nella mia adorata Torre del Lago e, forse, se sono fortunata, la Madama Butterfly di Puccini al teatro dell’opera sul lago.

Se torno a quel momento, sento l’odore del sale sulla pelle dopo una nuotata fino a dove reggono le braccia, la sabbia calda che si infila dappertutto, l’asciugamano in terra (perché sulla sdraio ci stanno i vecchi) e le canzoni dallo stereo portatile. Omar L. che mangia il cremino, suo fratello Adriano sempre immusonito, Leonardo B. che commenta ogni ragazzina, Davide B. che guarda il mare, Tiziana L. che dorme, Federica C. che punta il nuovo dell’ombrellone accanto.
Abbronzanti, cocco bello, pizzette, il vero Estathe al limone nel brick, l’aria che ti brucia nei polmoni quando comincia a piovere e devi correre “perché non si sta vicino all’acqua con il temporale“, il Festivalbar, Mork e Mindy e la domenica con il granprì.

Stacco.
Il mondo di oggi: gente sui telefonini come gli zombie senza cervello, televisione che produce spazzatura a tutto tondo, musica che è una cacofonia, valori gettati come carta straccia, ci si lascia con uno stato di WhatsApp, e le cartoline si scrivono con aforismi kafkiani sotto al culo in mostra su Instagram.

Posso dire che non sono contenta di questo presente?
Confesso che avevo great expectations, ma alla fine la delusione è cocente.


▸ SIDE B

Nel 2007 Greg Laswell prende la stessa canzone, la rallenta fino al solo pianoforte, le toglie il trucco e la fa piangere.
È il pezzo che ballavi a quattordici anni, riportato al malinconico punto di partenza di Hazard, e ti aspetta al varco a quaranta.
Nel 2011 Glee copierà proprio il suo arrangiamento, non quello di Cyndi. Stesso spartito: da un lato la gioia, dall’altro il lutto.


▶ LA PLAYLIST

  • Shirley & Lee – Let the Good Times Roll (1956) · l’urletto acuto che Cyndi ha rubato per la sua voce

  • Robert Hazard – Escalator of Life (1982) · l’uomo che scrisse il pezzo, il suo momento sotto i riflettori

  • The Go-Go’s – We Got the Beat (1981) · le ragazze che gli strumenti se li suonavano da sole

  • Katrina and the Waves – Walking on Sunshine (1985) · la stessa identica scarica di gioia solare

  • Madonna -Into the Groove (1985) · l’altra faccia del 1985, la rivale sul dancefloor

La playlist di You Spin Me Round è su AlbumWhale ⏯️


▶ NEXT SPIN

Domenica prossima un uomo di settant’anni prende la canzone di un ragazzo pieno di rabbia e la trasforma nel proprio testamento. Le mani tremano sul pianoforte, la voce si sgretola, e non è il set di un film… Tutto vestito di nero, in una casa piena di dischi d’oro e di polvere, il suo impero.

▲ LIFT THE NEEDLE


One track. One Sunday. One spin.


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Grazie per aver letto.