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YSMR (You Spin Me Round) è la signature newsletter dalla durata di un brano, per raccontare la musica e ciò che le gira intorno.

//.signorina37
digital strategist, retrogamer, programmatrice COBOL, diabetica, cucino e parlo giapponese, ho scritto libri, ho visto cose, frequento gente discutibile


▼ DROP THE NEEDLE

Jim Kerr disse no. Poi disse ancora no.
Poi sua moglie, Chrissie Hynde, dei Pretenders, ascoltò la demo e gli disse: fallo.
Lui la ricordò come “la canzone di qualcun altro”.
Diventò la sua per sempre.

Novembre 1984.
Keith Forsey aveva scritto la canzone in un pomeriggio, ispirandosi a una scena di un film ancora in montaggio: un bullo e un secchione chiusi in una biblioteca a dirsi qualcosa che fuori non potranno mai dirsi.

La canzone era quella cosa lì, il segreto di chi si capisce in un posto e poi finge di non conoscersi nel corridoio. Forsey cercò qualcuno che la cantasse. Bryan Ferry disse no, era impegnato su “Boys and Girls”. Billy Idol disse no. La A&M suggerì Corey Hart (sì, quello di “Sunglasses at Night”) ma no, Forsey pensò che non fosse la voce giusta.
Alla fine arrivò ai Simple Minds, già famosi in Europa ma ancora irrisolti in America.

La band disse no..
Charlie Burchill, chitarrista, lo spiegò senza giri di parole: “Avevamo le nostre velleità di essere ultra-hip”. E Jim Kerr fu ancora più diretto: “Non poteva fregarcene di meno dei liceali americani”.
Già, i liceali americani, quel sottobosco incolto con quei gusti talmente strani da essere i decisori della vita o della morte di una band.

Forsey andò in Scozia a trovarli, parlarono di Giorgio Moroder, di Amon Düül II, di come si comprimeva il suono negli anni 70. La diffidenza si trasformò in affinità elettiva. E Chrissie Hynde, che aveva ascoltato la demo, disse al marito di smettere di fare lo snob.

La registrarono in un singolo pomeriggio a Londra.
Kerr aggiunse il “hey hey hey” in apertura e i “la la la” in chiusura, pensando di sostituirli poi con veri versi. Ma Forsey l’ascoltò e disse: “non cambiare niente”!
Burchill infilò i power chord, accordi che lui associava all’AOR americano, la roba da radio commerciale che i Simple Minds disprezzavano, e ammise dopo anni: “Era quasi una caricatura. Ma funzionò.”

Funzionò a tal punto che il 20 febbraio 1985, quando uscì negli Stati Uniti abbinata alle scene di apertura e chiusura di “The Breakfast Club”, diventò #1.
La canzone che nessuno voleva registrare, scritta da qualcuno che non era nella band, su un film di cui non capivano il senso, ecco quella canzone è rimasta incollata ai Simple Minds per quarant’anni.

Col senno di poi, in effetti non era una canzone per liceali americani, era una canzone per chiunque avesse mai fatto finta di non conoscere qualcuno in un corridoio.

▸ DATA

BPM → 111
ACCORDI → Re maggiore · new wave / synth-pop
LINE-UP → Keith Forsey (co-prod. Donna Summer “I Feel Love” con Moroder)
LISTEN @ → 00:00, “hey hey hey” di Kerr, placeholder diventato firma
FUN FACT → Jim Kerr voleva riscrivere i “la la la” finali. Forsey si rifiutò.
Burchill sui power chord: “Era una caricatura. Ma funzionò.”


▸ confession on a dance floor

Eh, a scuola eri secchiona o scacia; se eri secchiona stavi i pomeriggi a studiare con le cervellone come Beatrice F., ma se eri scacia ti toccava dividere il copia-compiti con Alessandro S. e Christian C.
Dove stavo io?
Nel primo gruppo, ma Beatrice F. è venuta a studiare a casa mia solo una volta, disse a sua mamma che io ero strana e che avevo già studiato.
Con gli scaci mi trovavo meglio, perché loro vedevano oltre: sì, li facevo copiare ma non è che ci capivano troppo, però ci divertivamo un sacco. Con Alessandro S. sul Ciao in due, con la compagnia di Christian C. (Andrea S., mi stai sempre sulle palle, anche dopo anni, #sallo!) al Piazzale, seduti al posto più fico invece che far le vasche.

Mi sono sentita “vista” da loro.
E gli “hey, hey, hey” che tanto erano insignificanti per Kerr, per noi erano quasi una parola d’ordine. Degli scaci, hey!

▸ la playlist

La playlist di You Spin Me Round è su AlbumWhale ⏯️

▲ LIFT THE NEEDLE

One track. One Sunday. One spin.


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Grazie per aver letto.