Rumore di Fondo E11S02 – Sicurezza ≠ Scelta
🗓️ Novembre (霜月), il mese del gelo
🎬 The Fall Guy
#apple #sicurezza
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digital strategist, retrogamer, programmatrice COBOL, diabetica, cucino e parlo giapponese, ho scritto libri, ho visto cose, frequento gente discutibile
E11S02:
Sicurezza ≠ Scelta
retroplaylist di Novembre
☎️ Sicurezza ≠ Scelta
“It’s choices.. it’s all about choices, darling.”
Apple si erge paladina della sicurezza dei dati, introducendo Inactivity Reboot.
Disponibile dopo l’aggiornamento ad iOS 18.1 (qui i modelli compatibili: https://support.apple.com/en-gb/guide/iphone/iphe3fa5df43/ios), non si tratta di un’opzione attivabile da menu, è invece una kernel-feature.
Come funziona?
Dopo 4 giorni di inattività totale del telefono (idle state), si attiva la modalità reboot, riportando il telefono allo stato BFU (Before First Unlock). Tutte le sessioni attive sulle app, che riedono un login con username e password, vengono forzatamente chiuse, effettuando il logout.
BFU?
Stato del telefono che, dopo essere stato spento o riavviato, non è mai stato sbloccato, nemmeno una volta – aka non è mai stato inserito il corretto codice di sblocco dello schermo.
Le widget sul Lock Screen, il Control Center, il Notification Center, la connessione di rete, il Touch ID, il Face ID, la fotocamera (viene inibita anche la possibilità di fare screenshots) sono inattive fino a che il codice corretto non viene inserito. Sui dispositivi Apple appare inoltre una dicitura che informa l’utente della necessità di inserire il passcode: “Your passcode is required when iPhone restarts” e che le automazioni funzioneranno solo dopo aver inserito il codice.
È inoltre richiesto lo sblocco della SIM, se impostato.
AFU
Una volta inserito il codice, viene generata una chiave crittografica per sbloccare il filesystem e, di conseguenza, i contenuti accessibili.
Il telefono passa così da uno stato BFU a AFU (After First Unlock).
Lo stato AFU persiste fino a che il device resta acceso, fino a che viene riavviato o spento (user input o battery loss).
Le widget sul Lock Screen tornano ad essere accessibili, così come il funzionamento del Lock Screen, del Control e Notification Center, la connessione di rete, Touch ID, Face ID, la fotocamera e la possibilità di fare screenshots.
Chiavi di crittografia
Chi ha imparato le chiavi di crittografia da Assange (frecciatina, frecciatina) saprà bene di che si parla, per tutti gli altri, vale ricordare che il contenuto del device resta crittografato fino al momento in cui viene digitato il codice di sblocco.
Il codice è necessario per generare la chiave di crittografia.
La chiave di crittografia a sua volta è necessaria per decifrare il file system di iPhone.
Questo fa sì che tutto quello che si trova all’interno del telefono resti crittografato e non usufruibile fino a che l’utente inserisce il codice di sblocco dopo l’avvio del telefono.
Data extraction
Sia in stato AFU che BFU, fino ad iOS 18.0, è tecnicamente possibile, per le forze dell’ordine, estrarre il keychain, sbloccare il telefono ed estrarre ed accedere alle informazioni.
In BFU, come si può comprendere, l’estrazione forense dei dati è più limitata; alcune delle informazioni possibili da estrarre dal keychain riguardano le credenziali di autenticazione per gli account email e una serie di token di autenticazione (questi elementi sono necessari per consentire al device di avviarsi correttamente prima che l’utente inserisca il codice di accesso) – peraltro, i device Android sono più parchi di informazioni rispetto ad Apple.
Sicurezza
Ci sono due punti da analizzare: la sicurezza dei dati nuda e cruda e la scelta dell’utente.
Comincio dalla seconda, ovvero la scelta utente: questa nuova feature non è gestibile dall’utente, ergo indipendentemente dalla mia volontà, un telefono in idle mode, verrà riavviato dopo 4 giorni.
Se avessi necessità di tenere il telefono in questo stato, giocoforza dovrei ricordarmi di eseguire una qualche azione, una sorta di keep alive, dal momento che il “timer” si attiva dopo 96 ore dall’ultima interazione. Perdo la facoltà di scegliere come gestire questa specifica situazione – e per la maggior parte degli utenti, senza esigenze particolari, non è un problema.
La sicurezza dei dati è importante e Apple ha implementato questa funzione come sistema di dissuasione per il furto degli iPhone (che hanno un costo ed una smerciabilità maggiore per un certo tipo di audience) ma l’altra faccia della medaglia, l’altro punto, è altrettanto importante: in caso di crimini (di qualsiasi natura), per le forze dell’ordine diventa più difficile estrarre dati.
I telefoni confiscati vengono disconnessi dalla rete, messi in Airplane Mode o isolati elettrostaticamente usando una gabbia di Faraday; questo nuovo aggiornamento “costringe” i tecnici forensi ad eseguire delle azioni di keep alive sul telefono, potenzialmente interferendo con le prove.
Un’ultima considerazione, questa totalmente relativa alla parte offensive della cybersecurity: rubare un iPhone, crackarlo e rivenderlo è un male assoluto, ma i criminali potrebbero utilizzare le informazioni estratte per altri scopi.
Non si tratta di paranoia o di threat modeling sbagliato: sappiamo bene che la casalinga di Voghera non cela segreti industriali (così come non ha problemi a scansionare QR code o ricaricare il telefono negli hub pubblici), tuttavia le informazioni estratte potrebbero compromettere le risorse finanziarie e politiche di un’azienda. Informazioni sensibili estratte per chiedere un riscatto, per influenzare la fiducia e la sicurezza, per commettere frodi.
🎼 RETROPLAYLIST DI NOVEMBRE (SPOTIFY)
Kiss – I was made for loving you
Kissin’ Dynamite – Living in the fast lane
Nightwish – Dead boy’s poem
Dead or Alive – You spin me round (like a record)
Depeche Mode – Enjoy the silence
Nena – 99 red balloons
Bronski Beat – Smalltown boy
Ultravox – Dancing with tears in my eyes
Joy Division – Love will tear us apart
Duran Duran – The chauffeur (2009 remaster)
The Cure – A fragile thing
Money Talks – Brave young boy





